
I funghi trifolati sono tra quelle cose che in un ristorante romano non dovrebbero mai mancare. Si abbinano benissimo a qualunque ricetta. Ai saltimbocca alla romana per esempio, ma si possono tranquillamente mettere nelle tagliatelle con la panna.
Ricordatevi sempre che per i funghi l'acqua è la peste. Quindi meno ci entrano in contatto meglio è. Per pulirli dalla terra usate un panno di lino umido, ed uno spelucchino. Passateli sotto l'acqua pochi secondi solo se, trovandoli coperti da molta terra o capite che è possibile la presenza di microorganismi e quindi non potete proprio farne a meno.

A parte, dividiamo il peperoncino a rondelle.

In una padella aggiungiamo un filo di olio di semi di arachide (quello di oliva lo potete usare ma si sente un retrogusto di questo frutto nel prodotto finale.

Schiacciate l'aglio lasciatelo in camicia come faccio io. Se volete e vi piace, potete proprio tagliarlo a fettine sottili o tritarlo e farne un soffritto. Mi raccomando di eliminare l'anima verde interna dello spicchio d'aglio che è difficile da digerire. Ma se non vi piace... non fate le ricette dove l'aglio ci vuole come questa.

Accendete un fuoco medio sotto la padella e mettete i funghi. In genere cacciano acqua, ma non i pleurotus. Loro cuociono a secco, quindi sarà meglio che giriate spesso o si bruceranno.
Dopo un minuto circa sfumate con il mezzo bicchiere di vino bianco e salate.

Dopo 6-7 minuti (pochi perché non emettono acqua, per i porcini ce ne vogliono almeno 10), gran parte dell'acqua sarà assorbita. Ora mettete sopra i funghi il prezzemolo. Come tutte le verdure va aggiunto solo alla fine, per conservare tutta la sua forza e le sue proprietà organolettiche.
Aggiungete il peperoncino a rondelle.
Togliete l'aglio, se l'avete lasciato intero, ed impiattate a tavola, da soli o con il piatto cui i funghi trifolati devono fare da contorno.
